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Centro Vetro

RICCARDO MARZI

Via Orme, 309 Martignana

50025 Montespertoli

Firenze - Italy

Tel e Fax:

+39 0571 676215

E-mail: info@marzi.it

www.marzi.it

LAVORAZIONE I materiali da noi utilizzati per la produzione dei nostri oggetti sono essenzialmente due: la resina e gli elementi naturali.

Ogni articolo ha il proprio stampo (un maschio ed un femmina) sul quale vengono posizionati manualmente i nostri decori; una volta creata la composizione lo stampo viene chiuso e da un estremità viene colata lentamente la resina trasparente (che pertanto è allo stato liquido).

Dopodiché i vari stampi chiusi sono pronti per la macchina del vuoto, grazie alla quale gran parte delle bolle d’aria che si formano all’interno, riescono a fuoriuscire. La resina necessita di un’intera notte per essiccare completamente; una volta solidificatasi, l’oggetto viene estratto dallo stampo. 

A questo punto l’oggetto passa in falegnameria dove verrà scartato più volte, opacizzandosi a tal punto da riuscire a stento ad individuare bene cosa vi sia al suo interno; verranno poi eliminate e stuccate le bolle d’aria che sono emerse in superficie: uno scrupoloso check up che renderà ogni pezzo il più perfetto possibile. AZIENDA Cresciuto in un ambiente di artigiani, nonno scultore e padre intagliatore in legno, Riccardo intraprende gli studi artistici e ha ben presto modo di esprimere la propria creatività all’interno di vari atelier della Firenze di fine anni ’50. 

La curiosità verso i nuovi materiali lo spingerà fin dall’inizio a cimentasi nell’ardua impresa di “inventarsi” una nuova arte. Ispirandosi al concetto dell’ambre fossili, Riccardo ebbe l’idea di sfruttare la trasparenza della resina per realizzare degli oggetti facenti parte della nostra quotidianità che potessero conservare in eterno le bellezze che la Natura ci offre. 

Fu così che iniziò col fare delle prove: il primo tentativo lo fece provando a realizzare un semplice centrotavola servendosi di chicchi di granturco; a dire il vero l’idea non sembrava entusiasmarlo e fu inevitabile quindi che anche il risultato non gli parve granché, tant’è che senza perderci altro tempo prezioso accantonò la sua creazione nel cortile dietro al laboratorio. 

Dopo qualche giorno passando proprio dal cortile notò incredulo che un gruppo di galline stava tentando voracemente di beccare il granoturco racchiuso nel piatto abbandonato; con ben scarsi risultati ovviamente, dal momento che il tromp l’oeil dava loro l’impressione che il mais fosse lì alla loro portata senza rendersi conto in realtà che non lo avrebbero mai potuto raggiungere in quanto racchiuso dentro la resina trasparente. 
Divertito da questa scena Riccardo ebbe come una rivelazione: immediatamente pensò che questo effetto che aveva attratto ed ingannato le galline, magari avrebbe potuto incuriosire anche le persone. Questo simbolico episodio, alquanto curioso e surreale, lo incoraggiò a portare avanti la sua idea iniziale e lentamente realizzò svariati modelli dando libero sfogo alla sua creatività; senza dubbio il paesaggio toscano ha rappresentato un’inesauribile fonte di ispirazione: a partire dall’utilizzo delle spighe di grano (diventato ormai il simbolo dell’azienda) delle foglie di querce e pioppo, ginestre, avena, ecc…

Con il passare del tempo e con l’esperienza nel frattempo accumulata, Riccardo riuscì a fare della sua creatività un vero e proprio mestiere, mettendo in piedi una piccola attività artigiana.
 
Oggi, trascorsi più di trent’anni, l’attività si è consolidata, ingrandita e ovviamente rinnovata; ciò è stato possibile anche grazie all’apporto dei figli Andrea ed Elena; Andrea, attuale titolare dell’azienda, decise di affiancare il padre verso la fine degli anni ’80 e nel corso di questi anni ha dato un notevole contributo all’azienda, riuscendo a mettere in piedi una rete commerciale strutturata all’interno del mercato italiano e a porre le basi per potersi affacciare anche sui mercati esteri. 

Elena è entrata solo da qualche anno a far parte dell’impresa familiare: preso atto delle numerose difficoltà che un’ azienda artigiana è costretta ad fronteggiare per poter “sopravvivere” all’interno del mercato attuale, Elena ha deciso di accettare questa sfida ritenendo estremamente prezioso ed unico il mestiere che suo padre è stato in grado di “inventarsi” grazie alla sua creatività. 

Attualmente Riccardo continua ad essere fonte preziosa di nuove idee e soprattutto rimane innegabilmente “l’artigiano dalle mani d’oro” in grado di trovare rimedi e soluzioni funzionali alle dinamiche produttive dell’azienda.

CONSORZIO CENTROVETRO EMPOLI

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