Il
grande sviluppo tra 800 e 900
Le vetrerie per tutto l'800 e parte del '900 videro
predominare la produzione di oggetti per usi domestici. C'era comunque
una richiesta, abbastanza ristretta in termini numerici, di oggetti
di pregio. In quel tempo non esistevano le produzioni automatizzate:
bicchieri e bottiglie si fabbricavano ancora a mano. Le aziende
erano numerose ed occupavano un discreto numero di persone, anche
se l'agricoltura restava pur sempre l'attività principale
della zona. A mano a mano che passavano gli anni, però, l'industria
cresceva di importanza, e tra esse il settore di maggiore sviluppo
era quello delle vetrerie. Le donne davano una mano ai bilanci familiari
impagliando i fiaschi da vino.
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E
si può dire che proprio il 'diabolico' frutto dei forni abbia
portato a Empoli, oltre che una grande occasione di sviluppo, anche
un'opportunità di crescita culturale e sociale. Tra l'altro
i vetrai, tra cui aveva un ruolo di assoluta preminenza il maestro,
erano ben pagati rispetto al resto della manodopera industriale
del tempo.Già dall’unità d’Italia c'erano
imprese di tutto rispetto che produssero la crescita di vere e proprie
dinastie imprenditoriali, come i Nardi, i Del Vivo o i Montepagani.
Il vetro di Empoli accompagnò lo sviluppo dell'Italia con
una presenza discreta, ma continua, sulle tavole di una fetta importante
delle famiglie.
Gli anni tra le due guerre segnarono il periodo di massima attività
per le vetrerie empolesi: nel 1934 l’industria vetraria impiegava
1300 operai e 2000 fiascaie. Alla vigilia della guerra l’industria
vetraria empolese produceva 1.600.000 oggetti di vetro bianco, 30.000
mq di oggetti per finestre, 30.000 damigiane, 600.000 fiaschi e
200.000 flaconi. Vi lavoravano 4300 operai e 5000 fiascaie.
Dalla fine degli anni Venti la Vetreria Taddei iniziò ad
affiancare alla consueta produzione di vetro verde da bufferia,
oggetti artistici che la segnalarono sul mercato nazionale come
una delle azienda più innovative e creative che meglio realizzavano
il gusto italiano. Alle esposizioni internazionali dell'epoca, gli
oggetti in vetro verde di Empoli rivaleggiavano con i prodotti di
Murano. La rivista Domus, diretta da Gio Ponti, dedicava
una costante attenzione alla produzione della Taddei.
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Foto
in alto:Pubblicità del fiasco diaccio delle vetrerie sul vino.
Foto in basso:I negozi delle vetrerie Taddei in Italia (1928).
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