Nel
cuore della Toscana
Il Consorzio Centrovetro raccoglie le industrie vetrarie che operano
nella città di Empoli e nel suo circondario; una zona
che ha contribuito in misura determinante alla nascita e allo sviluppo
della lavorazione del vetro artistico. Un luogo in cui l'arte dei
grandi maestri toscani si fonde con le capacità delle imprese
e delle maestranze di lavorare il vetro con estrema perizia seguendo
i canoni di una lavorazione plurisecolare.
Le origini in epoca medievale
Le radici dell'attività vetraria traggono origine dalla vicina
Valdelsa negli attuali comuni di San Gimignano, Montatone
e Gambassi, dove questa è documentata fin dal duecento.
Già dal 1230 nei pressi del Castello di Campiorbiano,
alle porte di San Gimignano, risultava funzionante una vetreria
dove si producevano vari tipi di vetro. Alla metà del secolo
XIV la peste nera, che colpì duramente la Valdelsa, determinò
una diaspora dei maestri vetrai valdelsani che si trasferirono in
altri centri della regione, tra cui Empoli. I maestri valdelsani
emigrano in ben 12 regioni italiane, dando un grande impulso alla
diffusione della lavorazione vetraria in tutta Italia.
L'epoca medicea e la decadenza di Empoli
Nel Quattrocente e nel Cinquecento le committenze medicee
impressero un grande sviluppo alla produzione di oggetti in vetro
ed attrassero maestri vetrai fin da Murano. Firenze divenne così
uno dei maggiori centri di produzione vetraria italiana, con pezzi
molto pregiati che uscivano dalle fornaci medicee. Con le devastazioni
provocate dalle truppe imperiali spagnole di Carlo V, si
ebbe una generale decadenza di tutte le attività e un lungo
periodo di depressione e crisi economica. Empoli subì un
devastante sacco che ne determinò una decadenza destinata
a durare due secoli.
La rinascita con le riforme leopoldine
Nella seconda metà XVIII secolo le riforme di Pietro Leopoldo
determinarono una rinascita e un rapidissimo sviluppo della
vetraria empolese che riprese a sfornare fiaschi, bottiglie in vetro
verde e oggetti in vetro bianco o “mezzo cristallo”
a imitazione dei cristalli inglesi. L'apertura della ferrovia
Firenze-Pisa consolidò queste attività portandole
a una fioritura senza precedenti. Nel 1850 la Vetreria del Vivo
e Ristori impiegava 85 operai e 60 fiascaie.
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Officina
vetraria in una
illustrazione del ‘500.
Vaso
delle fornaci
medicee.
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